Il Blog di Daiana

I Gioghi: ad ognuno i suoi.

1024 683 Daiana Campaini

Nel mio primo libro “Tu sei Meraviglia!” scrivevo: “Ognuno di noi ha il proprio giogo ed i propri fardelli. Il costante giudicare ed essere giudicati accresce ogni giorno di più il nostro livello di insoddisfazione”.

Oggi, arricchita da quello che ho sperimentato durante alcuni interessantissimi trattamenti, torno sull’argomento per far luce su alcuni aspetti ombra di questo fenomeno.
Ma partiamo dall’inizio! Accade sempre più spesso che ci sentiamo oppressi da una certa tipologia di persone, ma soprattutto da certe situazioni e questo senso di oppressione, sempre più velocemente, ci fa sentire vittime senza via d’uscita, portandoci alla disperazione ed al senso di soffocamento. Ci ritroviamo a dover sostenere situazioni in cui siamo completamente succubi, senza più voce in capitolo perché, comunque vada, non esiste una via d’uscita ed è a seguito di questa conclusione che ci obblighiamo a rassegnarci al dolore ed al soffocamento. Ci costringiamo a stare nel sopruso finché possiamo…e qui entrano in gioco il senso di abnegazione e la capacità di sopportazione di ognuno…che spesso vengono confusi con la più nobile resilienza. Una volta esauriti abnegazione e senso di sopportazione, capita che mi venga addirittura chiesto aiuto per continuare a sopportare tali soprusi! Colgo l’occasione per avvertirvi che il mio lavoro è tutt’altro, quindi pensateci bene!
Quando sentite il peso schiacciante di un giogo che vi annienta, fermatevi un attimo. Se mi seguite da un po’ o se siete già da un po’ su un Cammino spirituale, già saprete che vi dirò che la risposta è dentro di voi (e non è sbagliata, come dice qualcuno sdrammatizzando!! Al massimo può essere disarmonica, cioè distorta in qualche sua parte). La risposta è sempre dentro, sì, ma il difficile è percepirla ed “agganciarla” per capirla bene. Quindi è proprio in questa parte che voglio aiutarvi, perché è solo trovando ed attingendo personalmente alle vostre risorse che potrete avviare un qualunque processo di guarigione. Quindi iniziamo proprio dalle basi di questo processo di liberazione dai gioghi.
Innanzitutto, invece di dare colpe e responsabilità all’esterno, fermatevi un attimo e fate un bel respiro liberatorio e preparatorio. Cominciate col prendere consapevolezza di una realtà fondamentale, ossia che Voi siete I Maghi del Vostro Regno: Niente accede senza che voi l’abbiate voluto. Se non siete ancora arrivati personalmente ad aver sperimentato questa verità, dovrò purtroppo chiedervi di darmi il beneficio del dubbio e di fidarvi almeno temporaneamente delle mie parole, altrimenti dovrete attendere qui fin quando qualcosa in voi non si sblocca. Ci tengo a specificare che non c’è proprio niente di male in questo, non date ascolto alla società che vi vuole rapidamente ed in modo performante sempre in vetta alla riuscita (che poi si scopre essere farlocca!). La cosa più importante in un vero percorso spirituale è andare oltre la performance e l’ansia di dover dimostrare qualcosa (a quale giudice e per quale fantastica competizione a premi poi non si sa!) ed imparare essere invece onesti con sé stessi. Quindi fatevi un esamino onesto di coscienza e valutate se potete procedere nella lettura o se dovrete attendere di sbloccare la nozione che vi vede Maghi del Vostro Regno!

Scelta fatta? Onestamente? OK, allora andiamo avanti!

Come dicevo siete Maghi del Vostro Regno e niente, ma proprio niente accade senza che l’abbiate scelto (ad un livello più o meno consapevole, ovviamente…e qui sta l’inghippo!). Ma non solo, se qualcosa persiste tanto da diventare fardello e poi giogo è perché STATE CONTINUANDO A SCEGLIERLO. Infatti, come avrete ben sperimentato altre volte, una qualunque cosa che non viene più nutrita ha un solo destino: morire!
Allora l’unico modo per sbarazzarvi davvero del vostro giogo è quello di andare a capire quale necessità esso stia soddisfacendo.
In realtà è ovvio che non soddisfa alcunché, anzi, ma il suo intento originario era quello: il giogo nasce per riempire un vuoto. Quindi la strada per liberarcene è quella di guardare di quale aspetto di tale situazione ci lamentiamo di più, cos’è che, di quella situazione, ci pesa più del resto.
Ed una volta individuato quel bisogno, accettiamolo ed iniziamo a prendercene cura come si deve, nel modo giusto: inutile offrire cibo è un gesto bellissimo, ma non è la risposta giusta per qualcuno che dice di aver freddo, no?
In base all’esperienza che ho fatto finora, mi sento di spoilerare un po’ i risultati della vostra ricerca e darvi un ulteriore aiuto: il bisogno che cerchiamo di colmare è sempre un bisogno d’essere amati…il nocciolo della questione è però: COME ho bisogno di essere amat@? Da chi? E perché?

Ed ora ditemi: qual è la parte più pesante da sopportare del vostro giogo? Perché è pesante? E chi è “la causa” del vostro giogo? Il gioco inizia da qui.

Foto di Nomadic Julien su Unsplash
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