Il Blog di Daiana

Anima e storie di evoluzione: la storia di Pollicino

1024 512 Daiana Campaini

Capire come l’Anima scende sulla Terra per evolversi non è complicato.
Prendiamo ad esempio la storia di Pollicino, una fra le varie storie iniziatiche che tutti conosciamo, seppure in maniera inconsapevole.
I genitori sono poveri, non hanno di che mangiare e tentano di abbandonare lui ed i fratelli nel bosco.
I genitori della storia sono esseri umani normalissimi, come lo siamo tutti. Non hanno trovato la strada per la Felicità e l’Abbondanza, dunque non si sono riconosciuti quali Esseri di Luce, come in realtà essi sono.
Dunque “muoiono di fame”, ossia non hanno nessuna Verità o nessuna Soluzione da passare ai propri figli e per questo li spingono nel bosco a cercare la loro strada nella vita (la Missione d Anima).

La prima volta Pollicino traccia il cammino con delle pietre e riesce a tornare a casa, ma i genitori passato qualche giorno di nuovo lo riportano nel bosco. Questa volta, Pollicino, prende da casa un pezzo di pane e lungo il cammino lascia delle briciole per ritrovare la strada di casa (la vecchia desueta, falsa realtà), solo che alcuni uccellini affamati le mangiano e lui, non riuscendo più a tornare indietro, è costretto a trovare altre soluzioni ed a fare esperienza del bosco.
Non serve a niente rientrare a casa senza aver appreso niente di nuovo, questo non risolve il problema e neppure serve segnare il cammino con le briciole di pane, ossia punti di riferimento che vengano “dal vecchio”.
Inutile sprecare energie, tanto, NIENTE di ciò che avete appreso finora può servirvi dall’ “Altra parte”.

Le briciole di pane vengono mangiate dagli uccellini (voci effimere e superficiali della mondanità che vi allontanano dai voi stessi). A quel punto, per Pollicino diventa impossibile tornare indietro e si perde nel bosco (l’esperienza del “mondo fuori da sé”, nel mondo materico).

Per evolversi, ossia, per non esser più costretti “a morire di fame” occorre perdersi nel bosco. Infatti, giustamente, Casa (il proprio paradiso personale, la pace interiore, il senso di armonia col tutto, la congiunzione con “Dio” e con tutti i nostri fratelli animali, vegetali ed umani e con l’Universo Intero) deve essere “meritata” nel senso che “non basta” ciò che mi viene dato per nascita (la casa dei genitori di Pollicino, la sua famiglia di provenienza che comunque “muore di fame”).
Conta quello che io riesco a sviluppare di me, a capire di me stesso dopo aver attraversato il bosco e le sue peripezie.
L’importante è la mia intima e personalissima visione di me stesso e della Vita, capire ciò che davvero fa felice me, al di là dei dettami e delle idee limitanti di rassegnazione o accomodamento che mi sono stati inculcati o che io stesso, con leggerezza, ho accettato ma che, in realtà, non mi appartengono.
Tutti questi concetti non parlano di me, provengono dalla società, dall’educazione, dalla religione o dal substrato sociale ed economico nel quale mi sono incarnato e che dunque sono funzionali alla riscoperta di me, servono a ricordarmi chi sono.

Il percorso di Pollicino nel bosco e tutti gli incontri che fa, sono equiparabili alla vostra decisione di intraprendere un Cammino spirituale, ossia muoversi in consapevolezza con l obiettivo di raggiungere “Casa”, ossia la propria dimensione di pace e felicità.
Per questo diventa chiaro, come scriveva Neruda, che “Nascere non basta mai a nessuno, è per rinascere che siamo nati. Ogni giorno”.

Tutti gli eventi che gli accadono, tutti gli incontri che fa lo cambiano un po’, lo rendono più adatto ad affrontare gli eventi del mondo materico, esattamente quello che avviene all Anima quando si sceglie un corpo fisico e scende nel mondo materico.

Di fatto Pollicino di tutti i fratelli era “quello diverso”, tanto timido e di cuore da esser considerato il meno intelligente, il meno “adatto” a questa vita (perché più connesso con l’Altra, quella dell’Anima).

Nella storia a più riprese i fratelli si salvano grazie a lui ed alle sue ingegnose intuizioni e di fatto, nonostante le ferite ed i torti subiti è colui che non pensa mai solo a se stesso, ma sempre alla salvezza ed al benessere dei fratelli e di tutta la sua famiglia… perchè la Realtà dell’Anima è che siamo una Rete, non un insieme di individui a sé stanti.
Tutto funziona SOLO se TUTTI STANNO BENE.

Alla fine delle “esperienze nel bosco”, dopo aver capito chi è, può creare la sua nuova realtà uscendo dai guai, è a questo punto che l’Anima può tornare a Casa (vedi in questo blog l’articolo “ L’Anima e la personalità in Missione”).

Pollicino infatti rientra vittorioso a Casa, portando con sé talmente tante ricchezze da mettere al sicuro tutti i suoi fratelli ed i genitori stessi (la Rete).

A questo punto d evoluzione l’Anima non ha più bisogno di sentire rabbia o rancore nei confronti di chi è stato apparentemente ingiusto, ha capito, ora tutto è chiaro e ugualmente i ruoli svolti da ciascuno. Nessun misfatto era personale, ma tutto parte di un disegno più ampio volto all’evoluzione.

I Segnali

Come la storia di Pollicino insegna, ognuno di noi deve intraprendere il suo personalissimo viaggio alla ricerca di Sè e dei SUOI obiettivi ed è in questo contesto che i Segnali iniziano a comparire nella nostra vita e ci guidano.

Quando si è deciso di intraprendere un Cammino di evoluzione spirituale, avviene un fenomeno stupendo: il manifestarsi dei Segnali che vi indicano la strada!

Voglio subito rassicuravi: CHIUNQUE abbia DECISO di intraprendere il Cammino può vederli. Essi si “mettono in moto verso di voi” e si manifestano ai vostri occhi in maniera quasi istantanea alla vostra decisione.
Quando avete appena iniziato il vostro Cammino, però, vi muovete su un territorio sconosciuto, dove vigono completamente “altre” regole ed “altre” leggi rispetto a quelle razionali del mondo materico alla quale siete abituati.
Il senso di smarrimento e la paura son del tutto normali, ma evitate di sprofondarci dentro! La miglior cosa è quella del “lasciare la presa”, stare semplicemente in ascolto ed in osservazione, senza progettare, senza aspettative e senza cercare di comprendere alcunchè!
SEMPLICEMENTE OSSERVATE!

Solo così riuscirete a capire il funzionamento della Nuova Realtà alla quale vi siete appena affacciati.
Inutile sprecare energie, tanto, NIENTE di ciò che avete appreso finora può servirvi dall’ “Altra parte”.
Segnali , sincronie o eccezionali “casualità” (da tenersi ben presente che il caso non esiste proprio, come presto imparerete!) inizieranno a costellare la vostra vita quotidiana e sarà impossibile non notarlo perché andranno via via moltiplicandosi, proporzionalmente all’acquisizione di una vista speciale che vi guadagnerete di giorno in giorno!

I segnali servono per mantenervi sul Vostro Cammino indicandovi costantemente la via da seguire…ora, se notarli diverrà praticamente automatico, ben diverso è il discorso sulla loro interpretazione!!! Su quella andranno fatti innumerevoli tentativi e mai si raggiungerà la certezza di averli ben interpretati, perché da vedere c è sempre molto di più di ciò che sembra, è un apprendimento senza fine! Per la parte legata alla buona interpretazione, ci vuole molto di più, bisognerà ben aprire il punto del Cuore…Diciamo però che si è sulla buona strada quando si è appreso a non identificarsi col proprio mondo emozionale, quando si sarà ottenuta la consapevolezza che siamo molto di più di ciò che sentiamo e che c è molto di più da vedere in ciò che ci accade.

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